REGIO CANTINA

Angiolo Piccini fondò l'azienda più di un secolo fa con sua moglie, Maria Teresa Totti, acquistando 7 ettari di terreno a Poggibonsi. La coppia diede inizio alla produzione del Chianti nei fiaschi di paglia e ad una crescita graduale nel corso della seconda decade del 1900, con l'acquisto di altri appezzamenti. Nel 1925 Mario, erede di Angiolo, prese le redini dell'azienda che, grazie a lui, superò gli anni difficili della Grande Depressione e della Seconda Guerra Mondiale. Il maggior contributo di Mario fu quello di aprire le porte di Piccini ai primi clienti internazionali. Infatti, esportò il vino Chianti "Il Preferito" in Germania e in Austria – due paesi a tutt'oggi molto fedeli al marchio Piccini. Attualmente quasi l'80 per cento dei vini Piccini viene venduto all'estero. Alla morte di Mario Piccini nel 1963, l'azienda aveva raggiunto un'estensione di circa 150 ettari e un'ottima reputazione a livello internazionale. Pierangelo Piccini e sua moglie Marcella Sammicheli (l'attuale Presidente del Gruppo Piccini) continuarono ad apportare cambiamenti dinamici all'interno dell'azienda, ampliando l'assortimento dei prodotti e stabilendo un regime dei prezzi competitivo per quanto riguarda i vini prestigiosi – una politica aziendale ancora oggi promossa con grande impegno. Il cambiamento più importante apportato negli anni di Pierangelo Piccini, è stato forse quello di puntare su vini diversi dal Chianti, allora fiore all'occhiello dell'azienda. Pierangelo era solito dire ai suoi figli: "Gli unici vini che vale la pena fare sono quelli in cui credi" e creò quindi alcuni vini "esoterici" che racchiudono in sé la sua passione per le belle arti e la viticoltura. Mario Piccini, attuale Direttore Generale, iniziò a lavorare a fianco di suo padre nel 1982, all'età di 20 anni. Sua sorella Martina si unì al gruppo circa dieci anni dopo. "Mio padre ci diceva molto chiaramente che non saremmo andati da nessuna parte senza energia e passione. C'è una grande differenza tra ereditare e costruire un'azienda vinicola; seguendo la sua guida, l'abbiamo costruita come una squadra." Un perfetto esempio del lavoro di squadra dell'azienda Piccini è il modo in cui la famiglia si è trovata d'accordo sull'etichetta color arancio per il Chianti del 2002. "Mio padre voleva un'etichetta rossa, nel rispetto della tradizione del Chianti, mio fratello insisteva per il giallo, per trasmettere un nuovo approccio a questo vino," riferisce Martina. "Il mio compito è stato quello di condurli a un compromesso ed adottare quindi l'arancione." Sotto la conduzione di Mario e Martina, Piccini si avvale in Italia di una squadra di giovani professionisti, mentre all'estero di partner validi per la sua rete di distribuzione in continua evoluzione, che già si estende in ben 72 paesi. In onore della bisnonna e della mamma di Martina, Piccini vanta anche un bel gruppo di donne sia in amministrazione che in cantina. "L'arancione è un colore che trasmette energia, giovinezza e approccio propositivo," afferma Martina. "Noi abbiamo preso questo arancione e lo applichiamo a tutto ciò che facciamo".

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    DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA: I vini a DOC debbono aver avuto un passato di almeno cinque anni come IGP. Prima della commercializzazione vengono obbligatoriamente sottoposti ad un'analisi chimica ed organolettica da parte di "Commissioni di Degustazione", per verificare che sussistano i requisiti prescritti dal protocollo di produzione.

    REGIO CANTINA
    2003
    150cl
    13,50 %
    100% Aglianico
    Basilicata
    carni rosse arrostite,carni rosse in umido,formaggi stagionati,selvaggina
    €  43.49

    Non disponibile